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Lila non fa diagnosi né terapia · Emergenze: 112 · Telefono Amico 02 2327 2327 · Telefono Azzurro 19696 · 114

Osservatorio benessere · Luglio 2026

Le città che vanno in terapia

Dell’Italia che sta male si parla molto. Di quella che si cura, molto meno. Questo report misura quante persone, in rapporto agli abitanti, iniziano davvero un percorso psicologico. Ne esce un Paese spaccato in due, con un divario di quasi cinque volte tra la prima e l’ultima città.

Indice di Accesso alla Terapia (IAT) 2026 · Cerco Psicologi

242Milano: domanda 2,4× quella attesa per abitanti
51Reggio Calabria e Cagliari: circa metà della media
4,7×Divario tra prima e ultima delle 20 aree urbane
1 su 3Italiani con disagio recente che hanno iniziato un percorso
In sintesi

Cinque cose che dicono i numeri

L’indice rapporta alla popolazione la domanda di psicoterapia su un campione di oltre 82.000 persone. Cento è la media italiana: 200 significa domanda doppia rispetto a quella attesa.

Milano è un caso a sé

Con il 5,5% della popolazione italiana genera il 13,2% delle richieste di supporto psicologico. Nessun’altra provincia si avvicina.

Vince il Nord produttivo, non la metropoli

Monza e Brianza (161) e Varese (141) superano Roma (114). Non conta la taglia della città: conta il tessuto economico e culturale.

Le ultime cinque sono tutte del Sud

Reggio Calabria e Cagliari 51, Catania e Palermo 53, Napoli 58. Nessuna area meridionale raggiunge la media nazionale.

Dove non si va in terapia, non ci si cura affatto

Napoli è 16ª su 20 per accesso alla terapia e 102ª su 107 province per antidepressivi. Non è una scelta tra parole e pillole: è assenza di cura.

L’eccezione tirrenica

Firenze e Genova sono attorno alla media per terapia, ma tra le prime dieci province per antidepressivi. Qui il disagio si tratta soprattutto in farmacia.

La classifica · Top 5

Dove si va di più in terapia

Le cinque aree urbane con la domanda di psicoterapia più alta in rapporto agli abitanti. Per tutte e cinque il dato è provinciale.

1° posto242

Milano

Prima in Italia, e non di poco: la domanda di psicoterapia è quasi due volte e mezzo quella attesa. Da sola la provincia produce il 13,2% delle richieste nazionali con il 5,5% degli abitanti. È anche la città più stressata d’Italia secondo l’ISU — ma qui la pressione trova una risposta: 67ª su 107 per antidepressivi. Si cura con le parole prima che con le pillole.

Dato provinciale
2° posto197

Bologna

Il doppio della media nazionale, coerente con il primato nazionale del burnout (36%). Quarta in Italia per qualità della vita, seconda per accesso alla psicoterapia: riconosce il disagio e lo porta in studio.

Dato provinciale
3° posto161

Monza e Brianza

La sorpresa del report: 2,4% delle richieste nazionali con l’1,5% della popolazione. Stacca Roma, Torino e ogni grande metropoli tranne Milano e Bologna. Consumo di antidepressivi basso (77ª): il disagio prende quasi solo la strada dello studio.

Dato provinciale
4° posto141

Varese

Distretto industriale denso, orbita milanese, pendolarismo anche verso la Svizzera. Domanda di terapia del 41% superiore all’attesa; sul fronte farmacologico nella metà bassa della classifica (74ª).

Dato provinciale
5° posto131

Torino

Prima grande metropoli del Nord-Ovest dopo Milano (4,9% delle richieste). Anche 26ª per antidepressivi: rispetto a Milano, qui il disagio passa più spesso anche dalla farmacia. Piemonte in crescita delle richieste (+146,7% in un anno).

Dato provinciale
La classifica · Flop 5

Dove si va di meno

Un indice basso non significa che in quelle città si stia meglio. Significa che il disagio, quando c’è, resta molto più spesso senza risposta.

20° posto · ultima51

Reggio Calabria

Chiude la classifica. In Calabria i nuovi utenti nei servizi pubblici sono quasi doppi rispetto alla media (106,4 vs 55,4/10.000), ma i posti semiresidenziali sono quasi assenti (0,2 vs 2,7). Il bisogno emerge, l’offerta strutturata no.

Stima su base di ripartizione
19° posto51

Cagliari

Accesso alla psicoterapia tra i più bassi, ma antidepressivi alti (27ª su 107). Il disagio viene riconosciuto e trattato — quasi solo per via farmacologica. Il rapporto pillole-parole più sbilanciato del gruppo.

Stima su base di ripartizione
18° posto53

Catania

Penultima per accesso alla terapia e 105ª su 107 per farmaci antidepressivi. Su entrambi i canali di cura — parole e pillole — è al fondo della classifica nazionale.

Base regionale (Sicilia)
17° posto53

Palermo

La Sicilia esprime poco più della metà della domanda attesa. Palermo è 101ª per antidepressivi, e al tempo stesso tra le città più congestionate e inquinate d’Italia: pressione ambientale alta, risposta terapeutica bassa.

Base regionale (Sicilia)
16° posto58

Napoli

Il 2,9% delle richieste con il 5% della popolazione: poco più della metà dell’atteso. 102ª su 107 per antidepressivi. Non si cura in un altro modo, si cura poco — eppure è quarta in Italia per burnout da lavoro.

Dato provinciale
La classifica completa

Venti città, un solo metro: gli abitanti

Rapportando ogni territorio alla propria popolazione emerge la geografia della cultura della cura, non quella delle metropoli.

  • Milano242
  • Bologna197
  • Monza e Brianza161
  • Varese141
  • Torino131
  • Padova119
  • Roma114
  • Verona108
  • Venezia108
  • Bergamo106
  • Firenze104
  • Genova92
  • Trieste92
  • Brescia88
  • Bari64
  • Napoli58
  • Palermo53
  • Catania53
  • Cagliari51
  • Reggio Calabria51

Indice = quota richieste ÷ quota popolazione × 100. Riferimento: Italia = 100.

#Area urbanaIATPillole pro capitePos. farmaciBase
1Milano24217,467ªDato provinciale
2Bologna19721,435ªDato provinciale
3Monza e Brianza16116,877ªDato provinciale
4Varese14117,074ªDato provinciale
5Torino13122,826ªDato provinciale
6Padova11920,540ªDato provinciale
7Roma11416,778ªDato provinciale
8Verona10819,152ªBase regionale
9Venezia10817,173ªBase regionale
10Bergamo10617,565ªDato provinciale
11Firenze10430,96ªStima su base di ripartizione
12Genova9228,88ªStima su base di ripartizione
13Trieste9214,398ªStima su base di ripartizione
14Brescia8821,336ªDato provinciale
15Bari6416,976ªBase regionale
16Napoli5813,6102ªDato provinciale
17Palermo5313,6101ªBase regionale
18Catania5312,6105ªBase regionale
19Cagliari5122,727ªStima su base di ripartizione
20Reggio Calabria5119,448ªStima su base di ripartizione

Media farmaci 107 province: 19,9 UMP pro capite. P = provinciale · R = regionale · S = stima.

La geografia

Una linea che taglia il Paese

Tutte le prime cinque stanno sopra il Po, tutte le ultime cinque sotto Roma. Le province a maggiore accesso non sono le più grandi, ma quelle a più alta densità di lavoro qualificato e servizi privati.

Il Mezzogiorno urbano si colloca tra 51 e 58. Pesano costo (73% paga di tasca propria, ~140 €/mese), offerta pubblica e stigma.

  1. 1Milano242
  2. 2Bologna197
  3. 3Monza e Brianza161
  4. 4Varese141
  5. 5Torino131
  6. 20Reggio Calabria51
  7. 19Cagliari51
  8. 18Catania53
  9. 17Palermo53
  10. 16Napoli58
Analisi complementare

Parole e pillole: due modi di curare lo stesso dolore

Incrociamo l’IAT con il consumo di antidepressivi (IQVIA / Sole 24 Ore). Ne escono quattro Italie diverse.

IAT bassoIAT altoPiù pilloleMeno pillole

Ogni punto è una città. Linee tratteggiate: Italia = 100 (IAT) e media farmaci ≈ 19,9.

In alto a destra · Si cura, in entrambi i modi

Bologna, Torino, Padova, Brescia. Territori dove il disagio viene riconosciuto e trattato su più canali. Bologna è 2ª per terapia e 35ª su 107 per farmaci.

In basso a destra · Il modello delle parole

Milano, Monza e Brianza, Varese, Roma. Accesso alla terapia alto e farmaci sotto la media. Milano è 1ª per terapia e 67ª per pillole.

In alto a sinistra · Il modello della farmacia

Firenze, Genova, Cagliari. Terapia attorno o sotto la media, farmaci nettamente sopra: Firenze 6ª, Genova 8ª, Cagliari 27ª su 107.

In basso a sinistra · Il sommerso

Napoli, Palermo, Catania. Ultime per terapia e tra le ultime per farmaci: Napoli 102ª, Palermo 101ª, Catania 105ª. Nessuno dei due canali funziona.

Il dato più importante dell’intero report

Le città che vanno poco in terapia non stanno scegliendo un’altra forma di cura: sono le stesse in cui si consumano meno antidepressivi. Il disagio c’è; manca il passaggio dalla sofferenza alla cura — ed è esattamente la distanza che Cerco Psicologi esiste per accorciare.

Trasparenza

Come è costruito l’indice

L’IAT misura quanta domanda di psicoterapia esprime un territorio rispetto a quella attesa dalla sua popolazione.

ComponenteChe cosa misuraFonteCopertura
NumeratoreQuota territoriale delle richieste di supporto psicologico sul totale nazionaleUnobravo Data Lab (82.000+ utenti)10 province e 20 regioni
DenominatoreQuota della popolazione residente sul totale nazionaleISTAT 2025107 province
NormalizzazioneRapporto tra le due quote × 100, con Italia = 100Elaborazione Cerco Psicologi20 aree urbane
Analisi complementareConsumo di farmaci per depressione (pillole pro capite) — non entra nell’indiceIQVIA / Il Sole 24 Ore (2023)107 province

Tre livelli di dato. Provinciale dove pubblicato; regionale dove manca il dettaglio; stima su ripartizione geografica dove non c’è né l’uno né l’altro — sempre dichiarato in tabella.

Come leggerlo. Misura la domanda espressa, non il bisogno reale. Un valore basso racconta una popolazione che chiede meno aiuto (costo, offerta, stigma), non una più serena. Il campione principale è di psicologia online: fotografa bene la domanda privata e digitale.

Il punto

Perché andare in terapia è importante

Cambia davvero qualcosa, iniziare un percorso? La ricerca degli ultimi vent’anni dice di sì.

88%

Funziona, e chi la fa lo riconosce

Quasi nove persone su dieci che si sono rivolte a un professionista dichiarano un impatto positivo: 30% molto utile, 58% abbastanza utile (Istituto Piepoli / CNOP).

1 su 6

Non è una condizione rara

Circa un italiano su sei convive con un disturbo mentale. Ansia e depressione colpiscono soprattutto la fascia 20–54 anni.

4,7 €

Curarsi conviene, anche al Paese

Per ogni euro investito in salute mentale il sistema-Paese ne recupera 4,7. I disturbi mentali costano circa 20 miliardi l’anno (3,3% del PIL).

312 mln

Una prova sul campo

Lo studio PsyCare (CNOP): il Bonus psicologo 2022, con 25 milioni investiti, ha generato 312 milioni di risparmi in giornate di malattia evitate.

7,4%

Il pubblico da solo non basta

Nei DSM le prestazioni psicologiche sono il 7,4% del totale; gli psicologi il 7% del personale. Alla salute mentale va il 3,4% della spesa sanitaria.

6.300

La domanda supera l’offerta

Circa 400.000 domande/anno al Bonus psicologo, risorse per circa 6.300 beneficiari. Meno di un richiedente su cinquanta ottiene il contributo.

Che cosa fa davvero una terapia

Non è «sfogarsi con qualcuno». È un intervento sanitario strutturato: valutazione, obiettivo, tecniche con letteratura scientifica, verifica nel tempo. Migliorano umore, sonno, concentrazione, relazioni.

Più si aspetta, più il disagio si struttura. La tempestività è metà del risultato — come per qualsiasi altro problema di salute. Non serve una diagnosi per meritarsi un aiuto.

Ascoltarsi

Quando ha senso chiedere aiuto

Segnali che meritano almeno un colloquio, soprattutto se durano da più di qualche settimana:

  • Sonno disturbato: fatica ad addormentarsi, risvegli notturni, sonno che non riposa
  • Stanchezza che il riposo non risolve, nemmeno nel fine settimana o in vacanza
  • Ansia che anticipa gli eventi e li rende faticosi già prima che accadano
  • Irritabilità e «fusibile corto» con colleghi, partner, figli
  • Perdita di interesse per attività che prima davano piacere
  • Difficoltà di concentrazione e di memoria, sensazione di mente annebbiata
  • Evitamento: rinunciare a occasioni, luoghi o persone per non stare male
  • Bisogno crescente di «anestetici»: schermi, cibo, alcol, acquisti per staccare
  • Pensieri ricorrenti che tornano sempre agli stessi temi senza trovare una via d’uscita

Il primo passo è più semplice di quanto sembri

Non serve sapere in anticipo di che cosa hai bisogno. Serve un primo colloquio: lì si capisce insieme se e come procedere. Su Cerco Psicologi puoi cercare per città, area e modalità (studio o online).

In caso di crisi: 112 oppure Telefono Amico 02 2327 2327.

Scarica il report

Documento completo: Le città che vanno in terapia 2026

Classifica IAT, metodologia, analisi parole/pillole e fonti — pronto da condividere.

Scarica il documento (DOCX)

File: Report_Citta_Terapia_Italia_2026.docx · Cerco Psicologi

Trasparenza

Fonti e note

  1. Unobravo Data Lab — analisi su oltre 82.000 utenti: distribuzione richieste Nord 60%, Centro 21,2%, Sud e isole 18,8%; base di calcolo dell’indice.
  2. ISTAT, popolazione residente 2025 — denominatore dell’indice (Italia ≈ 58,9 milioni).
  3. IQVIA per Il Sole 24 Ore, Qualità della Vita — consumo di farmaci per depressione (UMP pro capite, 2023, 107 province).
  4. Ministero della Salute, Rapporto Salute Mentale 2024 (SISM) — utenti, prestazioni psicologiche, posti e antidepressivi per regione.
  5. Unobravo, Burnout Report — Bologna 1ª per burnout (36%), Napoli 4ª; solo il 9% di chi ha avuto burnout ha cercato supporto.
  6. Istituto Piepoli per CNOP, 2025 — utilità percepita della psicoterapia (88% impatto positivo).
  7. The European House – Ambrosetti e Angelini Pharma, 2025 — costo sociale e ritorno sull’investimento in salute mentale.
  8. CNOP, studio PsyCare — impatto economico del Bonus psicologo 2022.
  9. INPS, Bonus psicologo — ~400.000 domande/anno vs ~6.300 beneficiari coperti.
  10. Altroconsumo, 2025 — solo 1 su 3 con disturbo recente ha iniziato un percorso; 73% paga di tasca propria (~140 €/mese).
  11. Deloitte, progetto MORe — 3,4% della spesa sanitaria italiana destinato alla salute mentale.
  12. Cerco Psicologi, Indice di Stress Urbano 2026 — confronto con la pressione urbana.

Avvertenza. Report divulgativo ed educativo. L’IAT è un’elaborazione editoriale di Cerco Psicologi su dati pubblici (aggiornati a luglio 2026): non costituisce diagnosi né sostituisce il parere di un professionista sanitario.

© 2026 Cerco Psicologi · Osservatorio benessere. Riproduzione consentita citando la fonte e le fonti originali dei dati.